lunedì 13 giugno 2011

Stress da lavoro: Sintomi, consigli e proposte

Lo stress da lavoro: sintomi, consigli e proposte

Sono nove milioni gli italiani che soffrono di stress da lavoro: una vera pandemia che causa sintomi fisici e psicologici. Cosa fare?
Lo stress da lavoro: sintomi, consigli e proposte
Il lavoro è sempre stata una delle principali fonti di stress. E oggi più che mai.
Precariato, crisi, paura di perdere il posto o la propria posizione e cattivi rapporti con capi o colleghi sono gli ingredienti principali per innescare quello stato di ansia perenne e malessere diffuso che chiamiamo stress.
Una condizione fisica e psicologica che spesso inficia anche i nostri rapporti personali e ci porta a vivere periodi davvero neri.
E allora è necessario correre ai ripari e cercare soluzioniche possano farci sentire meglio. Anche perché sembra che in Italia si tratti di una vera e propria pandemia.
E’ OnItjob a raccontarlo:
A quanto pare, di “stress da lavoro” soffrirebbero 9 milioni di nostri connazionali, precisamente il 41% del totale, ben al di sopra della media UE (22%) e superiore perfino alla Gran Bretagna, alla Germania e alla Francia, ovvero gli altri paesi in cui lo stress lavorativo è a livelli superiori alla media europea.
Un problema sociale, non si discute, ma anche un problema economico, dato che lo stress è una delle principali cause dell’assenteismo dal lavoro, con relativa conseguente perdita di giorni lavorativi e con un sensibile calo della produttività generale.
Un problema che molto spesso è comune anche nell’ambito del lavoro nel settore IT, dove molto spesso i rigidi tempi di consegna di alcuni lavori e un ambiente lavorativo non sempre stimolante obbligano i lavoratori ad un carico di stress non di poco conto.
Un problema per cui, a quanto sembra, il mondo istituzionale sta prendendo provvedimenti, con la dichiarata intenzione di recepire pienamente la normativa relativa ai rischi da stress sui posti di lavoro messa in atto dall’Unione Europea.
Ma quali sono le categorie di lavoratori più stressati? Ecco la classifica, sempre secondo la stessa inchiesta di Scs Consulting (Irissalute):
Al primo posto tra gli stressati da lavoro in Italia ci sono i professionisti (40% del totale), seguiti da tecnici (35%) e manager (32%). La conseguenze sono difficoltà relazionali, assenteismo, impazienza e suscettibilità, fino ad arrivare a stati di ansia costanti e crisi depressive.
Categoria trasversale, ma maggiormente soggetta al rischio di stress, è quella dei precari (fonteCose di casa):
E’ risultato che per i lavoratori precari c’è un aumento del 50% del rischio di contrarre malattie cardiocircolatorie. I lavoratori precari soffrono di depressione e di ansia ed inoltre dichiarano anche di fare uso di sostanze stupefacenti.
Ma quanto costa alla collettività lo stress da lavoro? Libere Espressioni (fonte Inail) ci dà anche qualche dato economico e ci spiega nello specifico:
Secondo le cifre fornite dall’Agenzia per la sicurezza e salute del lavoro, le vittime dello stress da lavoro in Europa sarebbero circa 40 milioni di lavoratori, colpiti da malattie professionali  quali disturbi gastrointestinali e cardiovascolari, affaticamenti e depressioni. I costi per la collettività sono altissimi in termini di giorni lavorativi perduti ogni anno (il 50-60%), pari a circa 20 miliardi di euro.
Lo stress da lavoro può aggravarsi fino ad arrivare ad alcune forme di mobbing. Anche in questo caso le cifre europee sono allarmanti: 3 milioni di lavoratori annunciano di aver subito violenza sessuale, 6 milioni di essere vittime di intimidazioni e azioni di vero e proprio terrorismo psicologico. Il Parlamento europeo ha deciso di far fronte alla situazione con una campagna di informazione che attraverserà tutto il vecchio continente. A ottobre ogni stato membro dell’Unione avvierà una campagna di sensibilizzazione dedicata al “lavoro senza stress”.
In Italia ci si è mossi, a livello istituzionale, con il Decreto 81 sulla sicurezza. In questa normativa si parla di stress lavoro correlato.
Ecco come si valuta lo stress, rifacendosi a tale normativa (fonte sicurezza626):
Il D. Lgs. 9 aprile 2008, n. 81 ribadisce con ancor più forza l’obbligo della valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, con la conseguente elaborazione del documento previsto dall’articolo 28 comma 1.
La valutazione riguarderà tutti i rischi ivi compresi quelli riguardanti gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo stress lavoro-correlato. Ultima proroga legislativa riguardante tale valutazione :16 Maggio 2009!
Ma quali sono i campanelli di allarme per capire che si soffre di stress in forma patologica? (fonteMondo Benessere blog):
Dai ricercatori della Saint Louis University arriva un monito a tutti i moderni stacanovisti: esagerare col lavoro può essere pericoloso. Per aiutare le persone a capire quanto stanno sorpassando il limite, George Griffin, professore di medicina interna, ha stilato una lista di 7 CATTIVE ABITUDINI che possono funzionare da campanelli di allarme.
1 - INCAPACITA’ DI RILASSARSI: occorre invece ricordarsi che se un po’ di stress mantiene alti i livelli di adrenalina e di motivazione, troppo può provocare seri problemi di salute: dal mal di testa a problemi cardiovascolari, da tensione muscolare a disturbi del sonno fino a problemi anche più seri.
2 - ALIMENTAZIONE SBILANCIATA: gli stacanovisti spesso non hanno tempo per preoccuparsi della propria alimentazione e mangiano quello che capita quando capita con una dieta del tutto sbilanciata.
3 - DORMIRE POCO: la terza cattiva abitudine identificata da Griffin è rinunciare alle indispensabili sette-otto ore di sonno per lavorare.
4 - VITA SEDENTARIA: lo stacanovista non ha tempo per l’ attività fisica, eppure 30 minuti di camminata al giorno sarebbero già un gran risultato.
5 - ANDARE AL LAVORO ANCHE QUANDO SI E’ MALATI: altra usanza da bandire è recarsi al lavoro anche quando si è malati: oltre ad aggravare le proprie condizioni di salute, oltre ad essere meno produttivi, ci si trasforma anche in un portatore ambulante di germi indesiderati.
6 - BERE TROPPO E NON ANDARE DAL MEDICO: sembra che chi lavora troppo beva anche troppo, con conseguenze problematiche, e che non si sottoponga ai necessari controlli medici di routine.
7 - POCO TEMPO PER GLI AMICI: a tutto ciò si devono aggiungere il tempo e l’ attenzione che non vengono dedicate alle persone amate e vicine. Se non si curano le amicizie e le relazioni, i rapporti finiscono per incrinarsi e rovinarsi; a questo punto non solo si perde tanto della vita, ma si rischia anche di trovarsi improvvisamente soli.
Chi è più stressato corre rischi collaterali da non sottovalutare, come ci spiega il post diMediamente:
Chi vive sotto pressione per molte ore al giorno rischia più degli altri di diventare schiavo di alcol, sigarette, droghe. E il responsabile potrebbe essere un ormone che viene prodotto quando si raggiungono picchi di stress elevati, un ormone che crea dipendenza. Dopo aver studiato un gruppo di infermiere esposte a situazioni di forte stress sul lavoro, gli scienziati hanno visto che, per loro, il “rischio dipendenze” aumentava di una volta e mezzo. Un rischio in cui sono rimasti vittime anche gli animali. Cavie che sono state sottoposte a continui shock fisici o psicologici hanno aumentato il ricorso a dosi di anfetamine messe a loro disposizione.
La colpa sarebbe di un tipo di ormoni denominati glicocorticoidi, che vengono prodotti dalle ghiandole adrenergiche, a loro volta attivate dallo stress. Quando questo aumenta, i glicocorticoidi “si risvegliano”, facendo crescere il bisogno di droghe. Anche se ancora non ci sono prove conclusive che confermino questa ipotesi. Le ricerche sullo stress diventano però sempre più allarmanti.
Iriswelness abbozza qualche consiglio per gli stressati:
Per prima cosa devi cercare di ritagliarti dei momenti per te: fissa due o tre ore della settimana da dedicare allo sport…
Non dimenticare che la salute del cervello è strettamente legata alla salute del corpo quindi se ti prendi cura del corpo in automatico ne gioverà anche la tua mente.
Concentrati sui sensi per rilassarti: guarda un bel paesaggio, ascolta della buona musica, gusta piatti che ti piacciono molto o annusa odori che ami…
Dedicati anche a degli hobby manuali: il cucito, la cucina, il decoupage, la fotografia, il giardinaggio, qualsiasi cosa che possa distrarti per qualche ora e rilassarti.
Itcblog propone invece un gadget ( Break-it) che potrebbe essere molto utile a chi – quando si arrabbia – ha voglia di spaccare tutto.
E per finire, cito la ricerca che farà più piacere alla maggioranza di coloro che hanno questo problema. E’ Fitness blog a darci la buona notizia:
Secondo un gruppo di ricercatori dell’Università di Goteborg, in Svezia, fare del buon sesso riduce lo stress sul lavoro e migliora le prestazioni. Dai lori risultati è emerso che i soggetti soddisfatti della propria vita intima erano quelli che subiscono meno stress sul lavoro.
Hanno anche scoperto che gli uomini sono più interessati alla frequenza con cui si fa sesso mentre le donne tenderebbero a privilegiare la qualità (questa non mi sembra una novità, no?).
Quindi gli uomini sarebbero in grado di separare la vita sessuale da quella lavorativa. Andersson Arnten, coordinatore dello studio ha affermato:
Per i lavoratori esiste un’interazione tra lavoro e famiglia. Se la vita familiare è brutta, si pagano le conseguenze. Non è quindi possibile separare le due cose
E allora se – come racconta anche il blog di Cliccalavoro – siete disposti a sopportare lo stress pur di mantenere il posto di lavoro in tempi di crisi, ecco che la ricerca appena citata viene in vostro aiuto, consigliandovi un rimedio naturale e piacevole come il sesso!
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Post pubblicato daFrancesca Sanzo il 17 giugno 2009 - 155 posts su Liquida magazine.

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